FIPER alla fiera Forlener a Erba

Milano – Gestire e curare le foreste è un’urgenza, se vogliamo preservarle, prevenire gli incendi, i rischi idrogeologici e al contempo sostenere l’economia legata alla filiera bosco-legno-energia, nei territori montani.

Innanzi tutto, un’approfondita conoscenza dei boschi stessi rappresenta la premessa fondamentale per avviare una pianificazione forestale. Il progetto USEFOL, di cui FIPER è partner (in partneriato  al Dipartimento di scienze agrarie e ambientali dell’Università di Milano, al Dipartimento di scienze agrarie e forestali dell’Università di Torino e all’Associazione Consorzi Forestali della Lombardia)  si prefigge di realizzare un modello di calcolo, integrato con Sistemi Informativi Geografici e con i database disponibili in Regione Lombardia, per classificare e fornire informazioni a livello di singola particella forestale in termini di biomassa legnosa prelevabile e di carbonio stoccato. Le aree oggetto di analisi ai fini della realizzazione del modello sono la Valcamonica e la Valtellina.

Nel seminario che si terrà venerdì 19 a Forlener, presso Lario Fiere a Erba, FIPER illustrerà i primi risultati prodotti dal progetto grazie agli interventi dei prof. Fiala e del Dott. Luca Nonini, del Prof. Giorgio Vacchiano e del Dott. Donato Morresi. L’incontro sarà l’occasione in cui FIPER presenterà la proposta di avviare una comunità della bioenergia termica, attraverso il caso pilota del Mortirolo, sviluppato all’interno del progetto europeo BeCOOP di cui FIPER è partner per l’Italia.

L’incontro terminerà con la visita alla centrale di teleriscaldamento cogenerativo a biomassa legnosa della società  “La Grande Stufa” di Villa Guardia associata FIPER.

Scopri di più: www.forlener.it

Disponibili i materiali del convegno FIPER “Le nuove frontiere delle bioenergie” del 21 aprile

FIPER a Bolzano: l’economia del legno ritorni al centro dell’agenda politica italiana

Bolzano – Si è appena concluso il convegno di FIPER “Le nuove frontiere delle bioenergie: Politiche e buone pratiche verso l’autonomia energetica”, tenutosi al NOI Tech Park di Bolzano.

La conferenza, interamente dedicata alle prospettive future nel settore delle biomasse, ha visto la partecipazione di relatori rappresentanti le istituzioni provinciali, nazionali ed europee nonché i principali stakeholder di settore. Il Ministro Pichetto Fratin, ha sottolineato nel suo intervento l’importanza di investire sulle fonti rinnovabili per superare la crisi Russa e in particolare ha evidenziato il fondamentale ruolo delle biomasse nella decarbonizzazione e nella promozione dell’economia circolare delle aree interne, come già previsto all’interno della Strategia Forestale Nazionale.

Dopo i saluti di benvenuto di Hanspeter Fuchs, Presidente di SEV, nonché Presidente della cooperativa di teleriscaldamento di Dobbiaco-San Candido, Hanspeter Fuchs e di quelli del Presidente di FIPER Walter Righini, il convegno è entrato nel vivo dei temi in programma.

La prima sessione dei lavori, coordinata dal giornalista di Radio 24 – Il Sole 24 ore, Maurizio Melis – conduttore della trasmissione “Smart City” – si è aperta con il contributo del parlamentare europeo Herbert Dorfmann, il quale ha illustrato il complicato dibattito svoltosi al Parlamento europeo a Strasburgo sulla revisione della direttiva RED III e il complicato lavoro svolto per conciliare le diverse posizioni sulle biomasse.

Giuliano Vettorato, assessore ad Energia e Ambiente della Provincia Autonoma di Bolzano ha sottolineato l’importanza di condividere e di valorizzare le esperienze virtuose realizzate in provincia negli ultimi 20 anni; prima fra tutte il primato di maggior diffusione di impianti di teleriscaldamento a biomassa legnosa presenti a livello europeo. Ha ribadito l’urgenza di far evolvere le aree dell’arco alpino in zone  fossil free e di sostenere l’evoluzione delle cooperative elettriche storiche in reali comunità dell’energia.

Alessandro Urzì, In rappresentanza del Ministro Lollobrigida ha rimarcato l’interesse del governo nell’investire nella filiera del legno italiano e l’importanza di continuare il confronto a livello europeo per promuovere fattivamente la gestione forestale sostenibile, salvaguardando le specificità delle foreste italiane, la sovranità alimentare e la lotta allo spopolamento delle aree alpine.

Il Prof. Franco Cotana del Centro Nazionale di ricerca sulle biomasse dell’Università di Perugia, ha illustrato l’opportunità di impiegare le biomasse legnose per la produzione di idrogeno verde attraverso il processo della steam gasification. Diversificazione dell’impiego delle biomasse, per produzione di energia termica, elettrica, frigorifera ed idrogeno verde per favorire fattivamente la transizione ecologica.

L’intervento del Presidente di Assobenefit, Mauro Del Barba, ha permesso ai presenti di comprendere meglio le possibilità del settore foresta-legno-energia di coniugare un approccio imprenditoriale con una sensibilità e attenzione al territorio, attraverso la creazione di società benefit anche nel settore delle bioenergie, oggi ancora poco coinvolte da questa forma speciale di forma giuridica societaria.

La conferenza ha allargato lo scenario verso l’ Europa con l’intervento di Irene Di Padua, responsabile Policy di Bioenergy Europe, la quale ha illustrato l’impatto della recente approvazione della Direttiva sulle Fonti Rinnovabili- RED 3, lo stato di avanzamento dei lavori a livello politico e il punto di vista dell’industria, esplorando al contempo le modalità di attuazione della legislazione e i possibili impatti futuri.

La seconda sessione dei lavori si è aperta con il contributo della Dott.ssa Alessandra Stefani, Direttrice della DG Foreste del Ministero dell’Agricoltura, sicurezza alimentare e forestale, la quale ha posto il focus sull’importanza di rimettere al centro dell’agenda politica la montagna e i suoi boschi con una filiera integrata, la quale è da sostenere non solo come risorsa energetica, ma anche come vettore di sviluppo locale e presidio del territorio.

Il Presidente di UNCEM Marco Bussone ha sottolineato il fatto che “le rinnovabili non possono prescindere dalle biomasse. Per uso termico e anche per produrre, con piccoli impianti, energia elettrica. E le biomasse vogliono dire boschi, gestione e pianificazione forestale, accorgersi che siamo un Paese forestale che dispone di una risorsa importante su cui dunque investire. Codice Forestale nazionale e Strategia forestale sono un buon viatico, così come gli Accordi di foresta. Passi importanti ai quali ne devono seguire altri, ad esempio incentivando con finanziamenti e meno carico burocratico i Comuni che vogliono dotarsi di impianti termici o cogenerativi, anche nel quadro di Comunità energetiche e di reti di teleriscaldamento”. 

Claudio Battiston, in rappresentanza dell’Ufficio Risparmio energetico della Provincia Autonoma di Bolzano, ha ricordato che nel 2023 ricorrono i 30 dei primi incentivi provinciali per il teleriscaldamento: ai primi 2 impianti avviati nel 1994 ne sono seguiti molti altri, diffusi in tutta la Provincia e questa crescita è stata accompagnata dai contributi provinciali, ancor oggi attivi. Una strategia che negli anni futuri potrà solo essere potenziata. Teleriscaldamento a biomassa inteso quale misura di efficienza energetica per ridurre in consumi e rendere i Comuni autonomi dalle fonti fossili.

Ha chiuso i lavori la Segretaria Generale di FIPER Vanessa Gallo, la quale descritto il framework normativo nazionale e le relative barriere in in riferimento alle comunità dell’energia rinnovabile, a partire dall’esperienza ormai centenaria delle cooperative elettriche delle Alpi italiane. Attraverso il progetto europeo BeCOOP di cui FIPER è partner per l’Italia, FIPER ha avuto modo di approfondire il tema e lavorare su una proposta di policy roadmap esposta nel corso del convegno per la creazione e la promozione delle comunità dell’energia elettrica e termica su tutto il territorio italiano, che si inserisca nel quadro normativo europeo e metta in relazione produttori e consumatori nella nuova figura dei “prosumer”.

SEV rappresenta una parte importante di FIPER per numero di impianti e siamo felici che anche quest’anno il convegno annuale FIPER si sia tenuto proprio a Bolzano”. Dichiara il Vicepresidente di FIPER Hanspeter Fuchs. “Da molti anni ormai infatti abbiamo stretto con FIPER una collaborazione ottima e insieme abbiamo raggiunto tanti importanti traguardi. Siamo certi che ancora e sempre, per il futuro continueremo a lavorare fianco a fianco sia per l’Alto Adige sia FIPER”.

“Oggi abbiamo ascoltato le voci di tanti protagonisti del settore foresta-legno-energia: politici e decision makers, funzionari pubblici, giornalisti, operatori, lobbisti, professori universitari e ricercatori. Tutti hanno messo l’accento sull’importanza di sostenere il settore delle biomasse, ad ogni livello”.  Dichiara il Presidente di FIPER Walter Righini “A partire dalle indicazioni della RED 3, risulta prioritario investire nella filiera biomassa-energia per far fronte alla situazione di emergenza che sta vivendo il patrimonio forestale italiano a causa delle varie calamità, come bostrico e siccità. Solo attraverso un’azione concertata e coordinata all’interno del quadro della Strategia Nazionale Forestale potremo agire in modo efficace e prevenire ulteriori rischi ambientali. FIPER, come sempre, faciliterà lo scambio e il dialogo tra tutti gli attori coinvolta per raggiungere un importante obiettivo comune”.

FIPER, appello alla Camera per lasciare al libero mercato la definizione dei prezzi del teleriscaldamento a biomassa

Milano – L’articolo 47-bis approvato dalla V Commissione Permanente del Senato durante l’iter di conversione del DL 13/2013, modifica drasticamente quanto previsto dall’articolo 10 comma 17 del D.Lgs. 102/2014 affidando all’Arera il compito di definire le tariffe del servizio di teleriscaldamento.  

Il D.lgs. 102/2014 di recepimento della Direttiva sulla promozione dell’efficienza energetica, invece delegava ARERA alla definizione delle tariffe solo ed esclusivamente nei Comuni in cui vigeva l’obbligo di allaccio al servizio.

La posizione di FIPER in linea con la stragrande maggioranza dei Paesi europei riconosce il servizio di teleriscaldamento quale servizio che opera sul libero mercato e quindi in concorrenza con gli altri vettori energetici presenti sui territori montani e le aree interne (gasolio, pellet, legna, gpl). Un cliente allacciato ad una rete di teleriscaldamento a biomassa ha sempre la possibilità di optare per altra tipologia di riscaldamento qualora la ritenga più efficiente ed economica.

Conclude Righini:” pertanto, la definizione della tariffa da parte di ARERA si rivela nella quotidianità del gestore un ulteriore aggravio amministrativo da adempiere.

Rivolgiamo quindi un ultimo appello affinché in fase di passaggio alla Camera del DDL in oggetto la modifica introdotta al Senato con l’articolo 47-bis venga abrogata”.

Approvato emendamento sui crediti di carbonio volontari. Fiper: un altro importante passo avanti per una gestione forestale sostenibile e integrata

Milano – “Al risultato importante emerso dai negoziati sulla revisione della RED III, oggi si aggiunge un altro piccolo, significativo passo nell’attuazione della strategia forestale nazionale: con l’approvazione in Commissione Bilancio del Senato dell’emendamento al decreto PNRR, relativo ai crediti di carbonio, viene istituito infatti il Registro pubblico dei crediti di carbonio volontari del settore agroforestale.

Un aspetto positivo è che il Registro sarà gestito da CREA, quindi in capo al Ministero dell’Agricoltura. Altrettanto significativo è che si faccia esplicito riferimento all’importanza di valorizzare le pratiche di gestione agricole e forestali sostenibili in grado di migliorare le capacità di assorbimento del carbonio atmosferico;  in questo modo viene chiaramente riconosciuto l’importante contributo ambientale della filiera bosco-legno-energia oltre che la fondamentale importanza per il nostro paese della tutela, prevenzione e manutenzione delle nostre foreste”.

Così commenta il presidente di FIPER Walter Righini la notizia dell’approvazione dell’emendamento. “Esprimiamo apprezzamento e soddisfazione per questo primo risultato e restiamo in attesa, pertanto, dell’uscita nei prossimi centottanta giorni dei decreti attuativi per comprendere nel concreto come dovranno muoversi gli operatori del settore”.

Accordo RED 3: bioenergie promosse grazie all’intervento del Consiglio europeo

Il trilogo tra Commissione, Parlamento e Consiglio si è chiuso con l’accordo finale sulla Direttiva RED 3 che va oltre le numerose proposte molto negative e preoccupanti che erano state presentate dalla Commissione e Parlamento negli ultimi mesi sulla filiera biomassa-energia.

Commenta Walter Righini, presidente FIPER: “Fondamentale nella negoziazione la presa di posizione degli Stati Membri attraverso il Consiglio europeo; tra questi, un plauso al Governo italiano che ha espresso la propria contrarietà alla definizione di biomassa legnosa primaria proposta dalla Commissione e alle seguenti proposte emendative”.

Il lavoro di squadra tra le associazioni rappresentanti le biomasse in Italia unite ha illustrato al Ministro Picchetto, al Ministro Lollobrigida, al Commissario Gentiloni l’importanza di intervenire per garantire e promuovere fattivamente l’economia del legno nelle aree montane e interne del nostro Paese nel rispetto della Strategia Forestale nazionale.

Infatti, uno dei punti salienti dell’accordo prevede il rinvio di responsabilità in materia forestale agli Stati Membri; di fatto Bruxelles riconosce i principi cardine legati alle pratiche sostenibili di gestione forestale, all’uso a cascata, al rispetto dei requisiti sulla biodiversità e sulle aree protette, delegando ogni singolo Stato Membro di attuarle in funzione della specificità territoriale.

L’Italia sta mettendo in atto la Strategia Forestale Nazionale, legge quadro in cui la filiera energetica rientra a pieno titolo negli assi di intervento previsti per favorire la gestione forestale sostenibile, prevenire i rischi idrogeologici e ridurre il rischio incendi e epidemie (vedasi bostrico).

Le principali novità introdotte dalla RED 3:

  • Uso a cascata della biomassa: verrà garantito a livello nazionale secondo cui  la biomassa legnosa deve essere “utilizzata in base al suo più alto valore aggiunto economico e ambientale nel seguente ordine di priorità: 1) prodotti a base di legno, 2) prolungamento della vita utile, 3) riutilizzo, 4) riciclaggio, 5) bioenergia e 6) smaltimento”; deroga per la gestione delle foreste/prevenzione degli incendi boschivi, o se è in risposta a un disturbo naturale (tempesta di vento, epidemia di malattie, incendi boschivi, ecc.).
  • Nessun nuovo sostegno alla produzione di sola energia elettrica: eccezione per il parco impianto esistenti, a cui verrà garantita la continuità.
  • Soglie di esenzione: gli impianti al di sotto della soglia di 7,5 MW termici non devono dimostrare la conformità ai requisiti previsti dalla RED 3.
  • Pratiche di gestione forestale sostenibile: La qualità del suolo e la biodiversità devono essere “considerate” con l’obiettivo di “prevenire” gli impatti negativi. Inoltre, qualsiasi prelievo deve essere al di sotto del livello massimo previsto dalla legge nazionale.
  • Piani nazionali per la bioenergia: Gli Stati membri devono includere nuovi “piani bioenergetici” come parte dei loro piani nazionali per l’energia e il clima (NECP).
  • Risparmio di gas serra: Tutti gli impianti con potenza superiore ai 7,5 MWt dovranno rispettare un risparmio di gas serra dell’80% rispetto a un’alternativa fossile. Ciò significa che la biomassa può avere solo una piccola parte delle emissioni del ciclo di vita a partire dall’approvvigionamento e dalla lavorazione.

Conclude Righini: ”A partire dalle indicazioni della RED 3, risulta prioritario investire nella filiera biomassa-energia per far fronte alla situazione di emergenza che sta vivendo il patrimonio forestale italiano a causa della varie calamità, del bostrico, della siccità. Solo attraverso un’azione concertata e coordinata all’interno del quadro della Strategia Nazionale Forestale potremo agire in modo efficace e prevenire ulteriori rischi ambientali”.

BeCOOP in visita in trentino alla scoperta del modello di gestione integrata della filiera bosco legno energia della Val di Fiemme

Bolzano – Si è conclusa ieri sera il primo giorno della visita in Val Di Fiemme della delegazione  europea proveniente da Spagna, Gracia, Danimarca  e dalla delegazione valtellinese, che ha permesso di conoscere e approfondire  le buone pratiche della filiera bosco-legno-energia presenti sul territorio.

La field visit (visita sul campo) in Trentino è una delle azioni previste dal progetto europeo BeCOOP, di cui FIPER è partner per l’Italia, organizzata proprio da FIPER in collaborazione con SEV (Federazione Energia Alto Adige, socio FIPER), con il preciso scopo di promuovere lo scambio di buone pratiche tra diversi territori e stakeholder facenti parte del progetto.

La giornata si è aperta con la visita ad un cantiere forestale dell’azienda Ferrari, associato FIPER, che da circa tre anni lavora in Val di Fiemme e Val di Fassa nei versanti colpiti nel 2018 dalla tempesta Vaia e attualmente afflitte dalla diffusione del bostrico tipografo, un coleottero che sta inesorabilmente devastando le storiche foreste di abete rosso della valle: una situazione drammatica, in cui la natura corre più veloce dell’innovazione. Si stima che nei prossimi 3 anni il bostrico affetterà circa il 60% del patrimonio boschivo esistente. Occorre intervenire urgentemente e con efficacia, ragione per cui diversi sono i cantieri e le tecnologie impiegate per ridurre i danni e garantire azioni di prevenzione del rischio idrogeologico.

Tre strutture di cantieri diversi per ottimizzare costi di prelievo e logistica, con l’impiego di macchinari innovativi e l’impiego dell’elicottero a seconda della morfologia del territorio: il prelievo fino a 300 metri cubi/giorno con i processori, possibile in versanti accessibili con mezzi pesanti per il trasporto dei tronchi, i cantieri gestiti con l’utilizzo di teleferiche per il prelievo sino a 200 metri cubi e trasporto del legname a fondo valle su versanti particolarmente ripidi; e infine la gestione forestale delle zone più interne e meno accessibili, effettuata tramite l’utilizzo dell’elicottero per il trasporto dei tronchi sino a 150 metri cubi per giorno.

Il confronto con gli operatori ha permesso di approfondire le barriere e le opportunità di questo settore: l’utilizzo e di tecnologie all’avanguardia richiede un costo di investimento iniziale elevato per le imprese, la necessità di creare consorzi forestali e/o rete di imprese capaci di ammortizzare i costi. I dati dei cantieri confermano la sostenibilità economica degli interventi.

La seconda tappa della field visit è stata la visita alla segheria della Magnifica Comunità di Fiemme, durante la quale i partecipanti hanno potuto vedere il funzionamento di una delle più antiche e grandi segherie italiane, da sempre attenta alla protezione delle foreste, vero tesoro della valle, attraverso la doppia certificazione (FSC® e PEFC™) dei boschi e della catena di custodia per i propri prodotti, un costante contatto con gli operatori forestali e la Magnifica Comunità e il conferimento dei residui di lavorazione alla locale centrale di teleriscaldamento, nell’ottica dell’impiego dei residui di lavorazione e dell’eliminazione di ogni spreco.

Qui il ciclo bosco-legno-energia arriva a compimento, con la produzione di calore per le esigenze delle abitazioni e delle aziende del paese grazie all’utilizzo del cippato di legna provenienti dalla gestione forestale e dalle segherie. Con il motto “Tutto merita una seconda possibilità”, Bioenergia Fiemmesocio fondatore di FIPER, recupera e impiega il calore di scarto per produrre pellet certificato pressando la segatura proveniente dalle segherie.

Ma non finisce qui:  all’interno dell’impianto di teleriscaldamento è stata avviata la sezione di distillazione degli aghi degli abeti rossi per la produzione di olii essenziali  estratti attraverso l’utilizzo del vapore, che trovano applicazione cosmetiche, farmaceutiche e culinarie . Economia circolare reale, fattiva e marketing territoriale, visto che ogni prodotto è siglato con il brand “Magnifica essenza”.

Al termine di un’intensa giornata di visite, riunioni e scambi, la delegazione del progetto Becoop ha raccolto molte informazioni interessanti che potranno essere d’aiuto e di ispirazione per lo sviluppo del progetto nei diversi territori pilot, tra cui il Mortirolo.

“L’esempio della Val di Fiemme ci insegna che il patrimonio forestale va gestito accuratamente, con una pianificazione di medio-lungo periodo. Purtroppo le nostre foreste sono sempre più frequentemente colpite da calamità naturali o parassiti pertanto è prioritario investire nella gestione forestale sostenibile e mettere in atto le azioni previste dalla Strategia forestale nazionale, con adeguate risorse economiche” dichiara  Walter Righini, presidente di FIPER. “La filiera della bioenergia può giocare in questo campo un ruolo decisivo. Rivolgiamo quindi un appello al Governo nazionale e regionale affinché rimettano al centro dell’agenda la politica forestale”.

In partenza per la Val di Fiemme. I sindaci valtellinesi in visita a esempi di buone pratiche della filiera bosco-legno-energia

Lovero – Questa mattina i due sindaci di Mazzo e Lovero hanno lasciato la Valtellina in compagnia del presidente di FIPER Walter Righini, della Prof.ssa Paola Caputo del Politecnico di Milano e del presidente di Ambiente Valtellina ETS Fulvio Santarossa insieme ad altri membri dell’associazione. Destinazione: Val di Fiemme. Doveva essere presente anche il sindaco di Tovo Gianbattista Pruneri, ma all’ultimo minuto ha dovuto rinunciare per un imprevisto personale.

La delegazione valtellinese, insieme ai colleghi provenienti da Spagna, Polonia, Grecia, Danimarca aderenti al progetto europeo BeCOOP, sarà impegnata in una intensa giornata di visite sul campo a imprese e operatori della filiera bosco-legno-energia, che in quei territori vantano una lunga tradizione oltre che ottimi risultati.

In particolare, la delegazione internazionale avrà modo di vedere in azione gli operatori dell’impresa forestale Ferrari, aderente a FIPER, in tre cantieri differenti: prelievo con teleferica, processore e cippatura in campo, prelievo con elicottero sul versante di Predazzo colpito dalla tempesta Vaia. Dal bosco si passerà poi alla storica Magnifica segheria della Val di Fiemme, a Ziano di Fiemme, dove potranno seguire la prima fase logistica, selezione e lavorazione dei tronchi certificati in arrivo dalle foreste locali. In un’ottica di impiego a cascata, il percorso terminerà a Cavalese con la visita all’impianto di teleriscaldamento cogenerativo di Bioenergia Fiemme, associato FIPER-Trentino. All’interno dell’impianto dal recupero del calore del processo produttivo del teleriscaldamento vengono prodotti pellet certificato e olii utilizzando le essenze locali (abete rosso), in un’ottica di massimizzazione della risorsa legno in ogni suo aspetto, secondo i principi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Nel pomeriggio, invece, prevista la visita all’impianto di biometano di Cadino, il cui utilizzo è impiegato nel trasporto pubblico (autobus) del comune di Trento.

Sarà una giornata intensa: obiettivo sarà quello di raccogliere informazioni e suggerimenti preziosi per il nostro progetto, prendendo esempio da un territorio che è da sempre considerato all’avanguardia in materia di sostenibilità” dichiarano i sindaci “Inoltre il viaggio e la permanenza insieme a FIPER e ad Ambiente Valtellina ci daranno anche modo di proseguire nei ragionamenti e negli approfondimenti necessari per i prossimi passi da compiere…primo tra tutti la prossima Assemblea pubblica prevista a Tovo in maggio.

Mentre dunque i sindaci lavorano agli aspetti normativi, finanziari e operativi del progetto, un secondo appuntamento con la popolazione è già in agenda: il 6 maggio; infatti, i tre primi cittadini saranno di nuovo in piazza insieme a FIPER per aggiornare gli abitanti dei tre comuni sullo stato di avanzamento dello studio di fattibilità e sulle possibili soluzioni rispetto alla governance della società di gestione dell’impianto.

Fiper ancora in università! A lezione di Bioenergia

Il sodalizio tra FIPER e le università milanesi si arricchisce di due nuove iniziative.

Lunedì 13 marzo, 70 studenti e studentesse del quarto anno della scuola AUIC del Politecnico di Milano, Corso di Architettura degli Interni hanno seguito, nell’ambito del corso di Fisica Tecnica e Impianti, la lezione/seminario della Prof. Paola Caputo (Dip. ABC) dal titolo “Teleriscaldamento: tutto ciò che serve sapere”, preceduta da una fase introduttiva a cura della Dottoressa Vanessa Gallo, Segretaria Nazionale di Fiper che ha illustrato l’iniziativa pilota “Mortirolo Energy” che coinvolge i Comuni di Tovo S. Agata, Mazzo e Lovero nell’ambito del progetto europeo “Unlocking the community Bioenergy Potential- BECOOP” di cui FIPER è partner italiano.  Tale momento di formazione si inserisce nella rassegna dei webinar del progetto BeCOOP. Per questo, altre 48 persone da tutta Europa si sono collegate online per seguire il webinar e partecipare al dibattito finale.

Nell’ambito degli interventi pilota del progetto BECoop, FIPER, con il supporto scientifico del Dip.to ABC del Politecnico di Milano, ha promosso lo studio di prefattibilità di un nuovo impianto di teleriscaldamento a biomasse legnose vergini a servizio di tre comuni della Valtellina. Tali attività rappresentano un’occasione di diffusione e approfondimento degli aspetti tecnico scientifici delle tecnologie legate alle bioenergie.

Questi ultimi sono stati oggetto di approfondimento anche mercoledì 15, questa volta presso l’Università degli Studi di Milano, e in particolare presso il corso di “Analisi, pianificazione e gestione sostenibile del territorio (APGEST)”, nel quale Vanessa Gallo, segretaria generale di FIPER, ha partecipato in qualità di relatrice, davanti ad un vivace ed interessato uditorio di una trentina di studenti.

FIPER ha infatti avviato una collaborazione con UNIMI per diffondere la conoscenza dei sistemi di teleriscaldamento efficienti a biomasse legnose, quali driver di sviluppo locale per  territori in cui sorgono. Un’occasione per gli studenti, futuri pianificatori territoriali, di apprendere il potenziale della filiera legno in termini economici, sociali e soprattutto di preservazione e tutela delle aree interne. 

Crediamo sia importante lavorare con le università e poterci confrontare con gli studenti; le nuove generazioni hanno una visione del mondo improntata alla sostenibilità, alla lotta ai cambiamenti climatici e volta alla transizione ecologica, che si sposa perfettamente con la nostra azione” commenta il Presidente di FIPER Walter Righini. “Riteniamo che il rapporto con gli studenti sia di continuo arricchimento reciproco: loro apprendono da noi gli aspetti concreti del più ampio tema delle rinnovabili, noi riceviamo da loro spunti, proposte e idee per il futuro”.